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Global Program Security è stata fondata con il preciso obiettivo di operare nel settore della sicurezza ed ha maturato, nel corso degli anni, una specifica esperienza nell'elettronica applicata al campo della tutela ambientale.

Opera nel settore del controspionaggio e della difesa dei segreti industriali, quindi è in grado di soddisfare con estrema professionalità ogni tipo di richiesta legata alla sicurezza attiva o passiva.

Coloro che ricercano questo servizio probabilmente hanno la necessità di un consulente per la sicurezza elettronica. Per offrire questo servizio non è sufficiente conoscere solo gli aspetti tecnici o informatici, ma è necessaria la conoscenza completa di normative, leggi, procedure, pareri, accorgimenti, strumenti ed esperienze che orbitano in questo particolarissimo settore.
Black out per il conclave
In passato, per ottenere l'isolamento dei cardinali riuniti in conclave necessario per l'elezione del nuovo Papa era sufficiente chiuderli a chiave. Attualmente il problema maggiore è invece garantire la riservatezza rispetto alle tecnologie delle comunicazioni che, ancora per quello che elesse Giovanni Paolo II, erano assai meno avanzate: l'unico svoltosi in epoca di Ict davvero simili alle odierne è il conclave che ha scelto Joseph Ratzinger, ma in questo settore gli aggiornamenti sono continui. Non è un caso che monsignor Juan Ignacio Arrieta, segretario di Benedetto XVI, abbia ricordato "le norme penali che tutelano la sicurezza e la segretezza del conclave e che prevedono in molti casi la scomunica 'latae sententiae'", allo scopo di "evitare ingerenze esterne. Un tempo di potenze straniere, oggi di mass-media o gruppi che vogliano far pressione".
Ma come garantire il riserbo su ciò che accade in un luogo chiuso e impedire eventuali contatti? "Le tecniche di intercettazione si evolvono parallelamente a quelle della comunicazione", spiega Maurizio Aiello dell'Istituto di elettronica e di ingegneria dell'informazione e delle telecomunicazioni (Ieiit) del Consiglio nazionale delle ricerche di Genova. "In primo luogo, alla sempre maggior diffusione di internet e dei telefoni mobili in grado di connettersi ovunque e alla possibilità di impiegare microspie tecnologicamente avanzate, si contrappongono strumenti di protezione 'passivi' come le 'gabbie di Faraday', vere e proprie casseforti impenetrabili alle onde elettromagnetiche utilizzate, ad esempio, per eseguire le analisi scientifiche dei dispositivi cellulari da parte delle forze di Polizia".
In ambienti complicati come quelli dove i cardinali si riuniscono e vivono non è facile pensare di realizzarne, ma "si potrebbero utilizzare tessuti particolari, contenenti trame di rame e tungsteno che in una certa percentuale sono in grado di inibire le comunicazioni radio, inseribili in tendaggi, elementi decorativi o pannelli di cartongesso. Alle finestre possono essere applicate pellicole schermanti adesive e trasparenti o addirittura infissi dotati di camere d'isolamento elettromagnetico a gel", prosegue Aiello.
La segretezza è ovviamente d'obbligo anche sui dispositivi realizzati per impedire ai porporati di comunicare: si è fatto riferimento ai metal detector e i giornali hanno citato le gabbie di Faraday, riferendosi probabilmente ai pannelli montati nella Sistina che alcune immagini hanno mostrato, ma la soluzione meno invasiva e quindi più probabile, confermata da una nostra fonte, è quella dei 'jammer'.
"Si tratta di apparati disturbatori che emettono onde elettromagnetiche alle stesse frequenze dei dispositivi trasmittenti", dichiara il ricercatore dell'Ieiit-Cnr. "Il 'rumore' impedisce tutte le comunicazioni radio da e verso un certo punto. Secondo la legislazione italiana, l'utilizzo dei jammer è fuorilegge ma il Vaticano è extra-territoriale ed è comunque plausibile che siano stati applicati entrambi i metodi, al fine di ottenere un black-out totale: una schermatura passiva e dispositivi attivi in grado di disturbare eventuali trasmissioni residue. Per intercettare o inibire le comunicazioni cellulari sono comunque disponibili dispositivi più raffinati, ad esempio gli 'Imsi-catcher'".
In uno scenario da spy story ma tecnologicamente fattibile, i cardinali potrebbero avere addosso microspie per registrazioni, attivare dispositivi di trasmissione come cellulari umts, per esempio durante i tragitti dalla residenza alla Sistina. "Meno fantasiosamente, è senz'altro stata effettuata una bonifica preliminare dell'ambiente", conclude l'esperto del Cnr. "Ricordiamo che esistono i rilevatori di giunzioni non lineari, che sfruttano il principio della risposta a segnali predefiniti: una giunzione semiconduttrice componente del transistor risponde con una serie di armoniche a un segnale e il dispositivo individua la risposta rilevando dispositivi elettronici di qualsiasi natura, accesi o spenti, funzionanti o rotti".
Matteo Tombolato
Fonte: Maurizio Aiello, Istituto di elettronica e di ingegneria dell'informazione e delle telecomunicazioni, Genova, tel. 010/6475212, email maurizio.aiello@ieiit.cnr.it
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